Comune di Erbusco

Cenni Storici

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Il toponimo di Erbusco deriverebbe dal longobardo "der büsche", cioè "il boschetto". Tuttavia, secondo alcuni studiosi, l'origine sarebbe latina. Tutte le popolazioni che, in varie epoche, attraversarono il territorio bresciano, lasciarono ad Erbusco i segni della loro presenza: dai Celti, agli Etruschi, dai Cenomani ai Romani, dai Longobardi ai Franchi.

Sull'estremo sperone occidentale del Monte Orfano gli Etruschi costruirono una fortezza militare che verrà utilizzata anche dai popoli che a loro succedettero, in particolare i Romani. Proprio con i Romani il territorio conobbe un notevole sviluppo e la sua importanza continuò a crescere anche nei secoli successivi fino a diventare uno dei centri più ricchi della Franca Curtis e sede di una delle quattro Pievi della zona. Per proteggere la città dagli attacchi esterni, gli erbuschesi innalzarono, attorno alla Pieve le mura di un castello, a sua volta circondato da un fossato.

Si susseguirono nei secoli invasioni e cambiamenti di potere: dai ghibellini con Azzone Visconti, Signore di Cremona, all'imperatore guelfo Ludovico il Bavaro, alla famiglia Oldofredi di fazione ghibellina, a Pandolfo Malatesta, guelfo e signore di Brescia, fino ad arrivare al XV secolo con le guerre tra Milano e Venezia per la conquista del bresciano.

All'inizio del XVI secolo Venezia scese nuovamente in guerra contro l'esercito francese, il quale riuscì ad occupare la Franciacorta. Di tutte le occupazioni subite, quella francese viene raccontata dai cronisti come la più dura e insopportabile. Poi però, dopo l'invasione degli spagnoli e dei Lanzichenecchi, il bresciano tornò sotto la giurisdizione di Venezia. L'occupazione principale della popolazione erbuschese in quegli anni era la produzione di cereali e di foraggi, a cui si aggiunsero l'allevamento dei bachi da seta e la coltivazione del lino.

Tra gli eventi più importanti del 1500 vanno ricordati: l'apertura del convento di San Giacomo alla Spina (1569), la visita pastorale di San Carlo Borromeo e l'erezione a parrocchia della chiesa di San Giorgio a Villa (1599). Nel 1600 il comune vide una nuova invasione dei Lanzichenecchi, che portarono una violenta epidemia di peste, ricordata anche dal Manzoni ne "I Promessi Sposi", che decimò la popolazione. Nel 1689 poi fu approvata dal Senato Veneziano la costruzione della nuova Parrocchiale di Erbusco, i cui lavori terminarono nel 1719.

La fine della repubblica di Venezia fu decretata dall'arrivo dell'esercito francese guidato da Napoleone Buonaparte. In seguito alla fine dell'impero Napoleonico il paese fu inglobato nel Lombardo - Veneto (regione dell'impero Austro-Ungarico) e, sconfitti gli austriaci, Erbusco entrò a far parte del regno d'Italia.

 

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